Breve storia degli AA in Italia

I primi due alcolisti anonimi italiani furono Giovanni ed Ermanno. Nei primi mesi del 1972 approdarono al gruppo americano di via Napoli 58 a Roma. Smisero quasi subito di bere. A loro si aggiunse, il 5 maggio dello stesso anno, Carlo C. che prese l'iniziativa di avviare il primo gruppo A.A. italiano con l'aiuto essenziale di Jolanda, Mya e Peter, alcolisti bilingui del gruppo americano che nei due anni precedenti traducevano i contenuti delle riunioni in lingua inglese.

Rimasero in tre per parecchi mesi. Fu solo all'inizio del 1975 che un altro alcolista, Roberto, prese a frequentare in modo stabile l'unica riunione settimanale. Vissuto parecchi anni negli USA, si preoccupò subito di far conoscere a tutti la letteratura ufficiale di AA. Quasi nello stesso periodo, nel luglio del 1974, nacque un altro gruppo a Firenze. L'iniziativa fu di un non alcolista, Carlo Coccioli, di cui era stato pubblicato nel 1972 "Uomini in fuga", che aveva fatto conoscere i principi e i metodi di Alcolisti Anonimi al pubblico italiano. Coccioli venne di proposito dal Messico, dove viveva da molti anni, per organizzare, con l'aiuto dei suoi colleghi della stampa, la prima riunione pubblica di informazione su AA in Italia, a Firenze, in Palazzo Capponi. Qui apparve come un "ectoplasma" Silvano, il pioniere di AA in Toscana. Coccioli trovò una sede per il gruppo nella chiesa protestante di via Rucellai e preparò con le sue mani il simbolo di AA, i cartelloni dei Passi e delle Tradizioni e introdusse tutti gli altri momenti rituali di un gruppo, ora familiari a migliaia di alcolisti anche in Italia.

Nel 1976, sia il gruppo di via Napoli a Roma, sia quello di via Rucellai a Firenze cominciarono ad essere frequentati da alcuni alcolisti che però non ne entrarono a far parte nonostante lo straordinario affetto con cui furono accolti. Nel 1977, finalmente, qualcuno smise di bere e si "fermò". In quell'anno nel gruppo di Via Napoli si passò così da una a tre riunioni settimanali, come è tipico in tutto il mondo. Nel 1978 cominciò a formarsi un embrione di intergruppo incaricato di tenere i collegamenti con il gruppo di Firenze e con quello di Milano, che, dopo alterne vicende durate quasi un paio d'anni, aveva cominciato a prendere consistenza e vitalità sotto la spinta di Gabriella, pioniera di AA in Lombardia.

Sempre nel 1978 fu pubblicato (e fu un problema trovare i soldi per stamparlo) il primo testo di letteratura ufficiale di AA, autorizzato dai Servizi Generali americani: una estrema sintesi del "Grande Libro" e dei "Dodici Passi". Su questo opuscolo si sono formati i pionieri di AA in tutta Italia, persone instancabili e tenaci che meriterebbero di essere ricordati per il grande contributo che hanno dato all'associazione.

Il 1979 fu l'anno del primo Statuto legale, l'anno delle trattative con i Servizi Generali americani per il finanziamento della stampa del "Grande Libro" che si stava intanto traducendo. Fu anche l'anno in cui si formarono, con il nome di Centro Nazionale di Alcolisti Anonimi, dei veri e propri Servizi Generali di cui faceva parte anche Edo, altro nostro mitico pioniere, con i primi comitati e un suo bollettino di informazione. Carlo C., che era stato la principale forza trainante di AA, fu nominato il primo Segretario Nazionale di AA italiana.

L'associazione ebbe quindi veste legale nell'aprile del 1979, e lo Statuto fu spedito subito ai Servizi Generali di New York che, due settimane dopo, risposero inviando anche un assegno di 25mila dollari in prestito per la stampa del "Grande Libro". Nel gennaio di quell'anno era andato in onda il programma televisivo Rai "L'inferno dentro", scritto e diretto da Silvio Maestranzi e girato, dopo violente polemiche e discussioni perché violava la tradizione dell'anonimato, nel Gruppo di via Napoli. Il telefono, il primo telefono di AA italiana, istallato tre ore prima della trasmissione, i cui numeri scorrevano sui titoli di coda, suonò ininterrottamente per due settimane. Da quel programma, preparato dal regista in memoria della sua compagna, una nostra amica tragicamente scomparsa, cominciò la diffusione a macchia d'olio di AA in tutta Italia. Dalla morte di una di noi, la vita di centinaia di alcolisti.

Il 1980 fu l'anno del pionierismo lungo tutta la penisola e della pubblicazione del "Grande Libro", la cui prima copia fu presentata nel luglio a Lois, la vedova di Bill, durante la Convenzione Mondiale di AA a New Orleans. Cinque anni dopo la sua nascita, con 15-20 gruppi, AA italiana è stata la più "giovane", nella storia mondiale di A.A., ad avere il "Grande Libro" nella propria lingua.

Come era accaduto ovunque, quando il "Grande Libro" cominciò a diffondersi si accelerò esponenzialmente la crescita dei gruppi. Importante in questa fase fu il contributo dei nostri primi amici medici, che iniziarono a collaborare alle nostre attività di informazione pubblica.

Nel 1981 AA italiana fu presente alla prima Riunione delle A.A. europee a Francoforte.

L'anno successivo, il 1982, fu l'anno della prima grande crisi adolescenziale di AA italiana; crisi i cui motivi e ragioni sono tutti meticolosamente descritti da Bill nel commento alle sue "Tradizioni". I gelidi venti del dissenso e del protagonismo imperversarono in quasi tutti i gruppi, in particolare quello di via Napoli, inaridendo la loro capacità vitale. In seguito a questa crisi che conobbe momenti di asperrime polemiche, Carlo C. rassegnò nel giugno del 1982 le dimissioni per fondare, subito dopo, una sua associazione che si occupava di alcolismo. Carlo tornò in AA nel 1997, in occasione del ventennale di AA in Lombardia, e subito dopo riprese a frequentare il gruppo di via Napoli, fino alla morte avvenuta nell'autunno di quell'anno. AA gli rimane grata anche per quel suo finale Nono e Decimo Passo, oltre che per il suo grande impegno nel periodo pionieristico di AA.

Gratitudine dobbiamo tutti anche a Carlo E. che, nella bufera che seguì, ebbe la forza di formare un piccolo comitato provvisorio per preparare la successiva assemblea, continuò a spedire la letteratura ai gruppi e poi - dopo la tempestosa assemblea di Sabaudia che elesse Segretario coordinatore Silvano di Firenze e che vide trasferire il Centro Nazionale a Milano - si impegnò a riorganizzare le varie strutture di AA.

L'Assemblea del 1983 a Rimini, elesse come Segretario coordinatore Roberto, che l'anno precedente era stato il primo delegato mondiale italiano nella riunione dei Servizi Mondiali in Messico, facendo conoscere AA italiana (con i suoi problemi) a livello mondiale. Scopo del suo mandato provvisorio era l'approvazione di un nuovo statuto, strumento indispensabile per restituire forza e capacità attrattiva ad un'associazione che aveva raggiunto una considerevole dimensione.

Nell'Assemblea straordinaria dell'ottobre 1984 a Rimini, i segretari dei 111 gruppi dimostrarono grande crescita spirituale e senso di responsabilità: in pratica gli aventi diritto al voto deliberarono di rinunciare a tale diritto, sino ad allora esercitato, e approvarono all'unanimità il nuovo Statuto. Roberto fu confermato Segretario Nazionale con mandato di quattro anni. Così AA italiana ebbe in tempi relativamente brevi, rispetto ad altre AA nel mondo, la sua Conferenza, con i fiduciari, i delegati, i comitati e i gruppi di lavoro, e poté avviarsi a diventare adulta.

Intanto continuava a diffondersi sempre più a rivista bimestrale "Insieme in AA", la nostra riunione di gruppo stampata e specchio della vita dell'associazione, il cui primo numero ufficiale, dopo un tirocinio di due anni, era stato pubblicato nel 1982. Oggi la rivista è divenuta uno strumento fondamentale per portare il messaggio al nuovo venuto e per il nostro progredire nel Programma.

I temi delle annuali Conferenze e dei Raduni nazionali degli alcolisti - grandi occasioni di scambio di esperienze e di crescita spirituale - svoltisi durante il mandato quadriennale dei primi Servizi Generali trattarono gli argomenti fondamentali del nostro Programma, dando suggerimenti dettagliati per la struttura di servizio e per i gruppi, circa i metodi e le tecniche offerte dal Programma per rendere sempre più efficiente e vitale lo scopo primario di AA.

Negli anni successivi si avvertì sempre più chiaramente la comparsa di malesseri e di inquietudini. Nonostante nelle Conferenze si cercasse di tenere ancorata l'associazione ai suoi principi, il prevalere dei personalismi, della voglia di protagonismo, la vulnerabilità nei confronti dei "problemi di denaro, di proprietà e di prestigio" e tutti gli altri nostri classici difetti così bene descritti in "AA diventa adulta" cominciarono ad incombere come nubi minacciose. Per cercare di evitare una crisi pericolosissima per la vitalità dello scopo primario di AA si tentò di portare alla successiva Conferenza il progetto di uno Statuto e di un Manuale di Servizio che proteggessero paradossalmente AA da se stessa: in sostanza il completamento, in linea con le altre AA del mondo, delle strutture di servizio che nel 1984, con soli 111 gruppi, era stato impossibile attuare. Nonostante il tema della Conferenza del 1991 - che presentava le proposte di revisione dello Statuto e del Manuale di Servizio - fosse: "Il recupero personale dipende dall'unità di AA", ancora una volta quell'unità venne meno e riaffiorarono comportamenti estranei e contrastanti con i grandi principi del Programma.

In quella circostanza il Consiglio ritenne suo dovere dimettersi. Iniziò così la seconda crisi giovanile di AA italiana, che provocò un rallentamento della crescita dei gruppi. Una crisi dalla quale abbiamo però appreso a nostre spese che nessuna nazione, istituzione o associazione può crescere se non coltiva e rispetta la propria memoria storica, nutrendosene.

Successivamente, alcune Conferenze approvarono le varianti allo Statuto e al Manuale di Servizio ispirate a quelle proposte nel 1991.

Nel 1997 entrò a far parte del Consiglio il primo fiduciario non alcolista, medico e grande amico di AA, il Dr. Allaman Allamani. Intanto proseguiva la traduzione, la pubblicazione e la distribuzione della letteratura ufficiale di AA che oggi è realizzata nella quasi totalità, e integrata dalla stampa dei primi opuscoli tutti italiani.

Oggi in Italia ci sono oltre 450 gruppi di Alcolisti Anonimi, tutti vitali, disponibili e pronti ad aiutare, senza chiedere nulla in cambio, chi soffre ancora. Gruppi che dimostrano l'indimostrabile: che l'anima esiste ed esiste il miracolo.



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